Dormire in un bed and breakfast

Il Bed & breakfast, pur senza avere questo nome fin dall’inizio, ha comunque origini antichissime e comuni a tutti i popoli. Secoli fa, quando le strade erano poche e difficili da percorrere, spesso pericolose, specie di notte, gli unici mezzi di trasporto erano animali e carri e muoversi da un paese all’altro o ancor peggio da uno stato all’altro richiedeva tempi lunghi e notevoli fatiche.

Naturalmente ci si spostava assai meno di oggi, molta gente non si allontanava dal proprio villaggio o dalla propria fattoria per tutta la vita ed era costume accogliere i pochi viaggiatori nella propria casa per permettere loro di riposare e mangiare, talvolta del tutto gratuitamente, altre volte dietro un modesto compenso.

Il risvolto importante di questo tipo di accoglienza era il portare notizie sugli avvenimenti che accadevano poco lontano, notizie di cui sarebbe stato difficile avere conoscenza, non essendoci altri mezzi di diffusione di esse, se non i racconti dei viandanti.

Si sviluppava in tal modo una forma di comunicazione che rendeva gradito l’arrivo di viaggiatori e mercanti, i quali, come portatori di novità, erano di solito ben accolti nella casa di tante famiglie che altrimenti vivevano isolate dal mondo circostante.

“L’ospite è sacro” dice un proverbio comune a tante civiltà diverse e lontane tra loro, tenendo ben presente la funzione che esso aveva come portatore di notizie e novità.

Pensate all’accoglienza che veniva riservata all’ospite presso gli Inuit – gli eschimesi – dove ad esso veniva anche offerta la moglie come compagnia, tanto era il piacere di incontrare qualcuno in quelle lande così desolate e con pochissimi abitanti: e dalla parte opposta del mondo, nelle culture arabe, l’ospite veniva considerato intoccabile, anche se nemico, e in suo onore veniva celebrato il rito del caffè.

Insomma, paese che vai, usanza che trovi, ma la sostanza rimane la medesima.

Oggi tutto è diverso: ci si sposta facilmente e rapidamente, è possibile scegliere la tipologia di alloggio in base alla location, al costo e al confort offerto. Ogni tipologia di accoglienza ha vantaggi e svantaggi, ma una cosa rimane collegata al modo di viaggiare degli antichi viandanti: il turista che sceglie di soggiornare in un bed & breakfast, pur scegliendo questo tipo di alloggio per tante diverse ragioni,  cosa che veramente considera più importante è il contatto con persone che aprendo la propria casa a degli estranei, sono felici di incontrare persone provenienti da altre realtà e culture e di interagire offrendo le proprie esperienze e ascoltando quelle degli ospiti.

Ecco allora il successo di B&B non situati propriamente nei centri storici – quelli più “turistici”, per intenderci”, perché anche se obbligano il viaggiatore all’uso dei mezzi pubblici o a muoversi a piedi, offrono una visone più vera della vita “normale” della gente del posto, fare shopping in un quartiere non turistico, oltre a costare meno, obbliga ad arrangiarsi con la lingua locale e spesso a farsi capire aiutandosi con i gesti o chiedendo aiuto ad un passante.

Se non sei il turista che collezione i paesi visitati, che si è fatto fotografare davanti ai monumenti più conosciuti per poter poi dire “io c’ero”, allora apprezzerai certamente di alloggiare in un B&B gestito in modo familiare, dove i proprietari stessi abitano.

Ecco, non sei semplicemente un turista.

SEI UN VIAGGIATORE!

Hai mai dormito in un bed and breakfast? Se vieni a Roma prenota il tuo alloggio qui:

https://www.saporedicasa.it

 

 

Fontana di Trevi

La fontana più famosa al mondo?

Certamente è quella di Trevi, simbolo di Roma al pari del Colosseo e di San Pietro, visitata ogni anno da milioni di turisti.

La storia di questa fontana è assai lunga e va all’indietro fino ad Agrippa e all’acquedotto dell’Acqua Vergine il cui nome deriva forse da “virgo”, una giovinetta che ne indicò la sorgente a dei soldati Romani in cerca d’acqua.

Attraverso vari rifacimenti attraverso cui intervennero famosi architetti, tra cui anche il Bernini, si arrivò al 1732, anno in cui papa Clemente XII Corsini affidò all’architetto Nicola Salvi, affiancato dal Vanvitelli, il progetto definitivo della fontana che volle di aspetto monumentale e che non interferisse col retrostante palazzo Poli.

Ed eccola qui, recentemente restaurata, con la statua di Oceano nella nicchia centrale alla guida di un cocchio trainato da due cavalli marini e tante altre statue tutto intorno, simboli perenni delle virtù cristiane.

A Piazza di Trevi si arriva percorrendo stretti vicoli tipici del centro di Roma e, già in lontananza, si sente il rumore dell’acqua e il vociare dei turisti. Appare all’improvviso, collocata in uno spazio ristretto che ne esalta la magnificenza, ricca di statue e getti d’acqua.

E’ stata lo sfondo di tantissimi film tra cui “La Dolce Vita” con la famosa scena del bagno di Anita Eckberg, a “Totò truffa”, con un grande Totò che, come se fosse sua, la vende ad un italo americano.

Ma per i turisti, oltre alla classica foto ricordo, è importante sottomettersi al rituale del lancio della monetina: con le spalle alla fontana, la monetina va lanciata all’indietro con la mano destra sulla spalla sinistra. Questo piccolo gesto ti garantirà il ritorno a Roma in futuro.

Probabilmente la tradizione si riferisce al fatto che anticamente pozzi e sorgenti erano ritenuti luoghi sacri e si facevano offerte d’ogni genere agli dei protettori.

Ma questa non è la sola leggenda legata a questa fontana delle meraviglie. L’acqua è detta Vergine, cioè pura, dal nome dell’acquedotto che tuttora la alimenta, e alla sua sinistra, si trova la fontanella degli innamorati dove le ragazze portavano i propri fidanzati in partenza per lavoro o per la guerra. Qui i due bevevano quest’acqua da bicchieri che subito dopo venivano rotti: questo gesto doveva garantire la reciproca fedeltà.

Sarà vero? Bere quest’acqua garantisce la fedeltà?

Non ti resta che provare!

Fatto sta che ancora oggi capita di vedere delle coppie che si promettono amore, si vede lui in ginocchio che chiede a lei di sposarlo…

E se te la vuoi godere completamente ti consiglio di visitarla all’alba oppure a notte fonda. Il fascino che emana questa fontana è indescrivibile!

L’hai mai vista? Cosa aspetti a organizzare il tuo viaggio a Roma? Puoi prenotare qui il tuo alloggio nella Città Eterna:

https://www.saporedicasa.it

 

Il cinema per i più piccoli

Roma custodisce alcuni dei più famosi monumenti al mondo, basta citare l’anfiteatro Flavio o Colosseo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, il Pantheon, senza dimenticare San Pietro e la città del Vaticano.

La cosa curiosa è che questa città ha anche altri record grazie ad alcune attrazioni piccolissime dedicate ai bambini come il teatrino di Pulcinella sul colle Gianicolo e il Cinema dei Piccoli a Villa Borghese.

Quest’ultimo, con i suoi 63 posti a sedere e quasi 72 mq. di superficie, è il cinema più piccolo al mondo:  all’origine proiettava solo film per bambini, poi, negli anni ha modificato la programmazione che è rimasta dedicata ai bambini nel pomeriggio e agli adulti alla sera con programmazione d’essai e in lingua originale.

La costruzione, interamente in legno, fu realizzata nel 1934 da Alfonso Annibali col nome di “Casa di Topolino”, poi la Disney richiese la cancellazione di questo nome e da allora in poi venne indicato sempre come Cinema dei Piccoli.

La direzione del cinema cambiò mano varie volte, modificando la programmazione via via e restò chiuso soltanto durante la seconda guerra mondiale, ma riaprì subito dopo.

All’inizio degli anni ’90 la sala venne ristrutturata completamente, fu installato uno schermo più grande, un buon impianto stereo e l’aria condizionata e, più tardi un nuovo e più moderno proiettore.

Nel 2007 ebbe inizio il Cinema dei Piccoli Film Festival, sponsorizzato dalla Regione Lazio per incrementare la diffusione del cinema per bambini. Già negli anni precedenti questo cinema aveva collaborato con La Cineteca nazionale, coinvolgendo nel suo progetto di Storia del Cinema, molte delle scuole di Roma.

Il Cinema dei Piccoli, nel 2005, è stato inserito nel Guinnes dei Primati con la dicitura di edificio più piccolo al mondo dedicato alla proiezione di film.

L’anno successivo un altro trionfo con la vincita del premio FICE ( Federazione Italiana Cinema d’Essai ).

Insomma, il Cinema dei Piccoli ha una sua storia e un suo valore, ma a parte questo, vale la pena di passare a vederlo anche per la sua location assolutamente unica, dentro Villa Borghese, a due passi da Porta Pinciana e Via Veneto.

L’indirizzo esatto è Largo Marcello Mastroianni 15. E’ possibile prenotare telefonicamente allo 06 8553485 

Per ulteriori informazioni consultare il sito ufficiale:  www.cinemadeipiccoli.com

Hai già portato qui i tuoi bimbi? Cosa aspetti? Puoi prenotare qui il tuo alloggio nella Città Eterna:

https://www.saporedicasa.it

 

 

Il teatrino per i più piccoli

Avete mai visto un teatro dove non si paga il biglietto per entrare, che non ha un tetto e che fa lo spettacolo solo se non piove?

Al Gianicolo, dove tantissimi turisti vanno a godersi il panorama della Città Eterna, c’è il teatrino per i più piccoli “Pulcinella”.

E’ possibile assistere a uno spettacolo ormai scomparso in ogni altro posto ma che qui  sopravvivere e continua la tradizione del suo ideatore, Carlo Piantadosi, un napoletano, ex attore di teatro.

Trasferito a Roma subito dopo la guerra , in povertà assoluta, aveva trovato lavoro come aiutante di un vecchio burattinaio itinerante, Francesco Cardoni.

Da questi aveva imparato il mestiere e, dopo un lungo apprendistato, aveva dato vita al suo teatrino, trovando una sede quasi stabile al Gianicolo.

Da tempo tutt’ uno col parco del Gianicolo ha ottenuto perfino il riconoscimento del Ministero dei Beni Culturali.

Ed è ancora lì, anche dopo la morte di Carlo Piantadosi, avvenuta nel 2012 al termine di uno spettacolo. Adesso gestito dalla figlia Antonella e dai familiari del fondatore sopravvive, come dice il cartello, solo grazie alle offerte del pubblico.

Lo spettacolo vede un Pulcinella che combatte contro la Morte,  il Diavolo, il Coccodrillo e un forzuto carabiniere che vuole arrestarlo e che insidia la sua fidanzata Gabriella.

E vi sorprenderà, vedere dei bambini supertecnologici, abituati a giocare con play station e smartphone, seguire questo spettacolo antico con gli occhi spalancati, partecipi degli eventi in scena tanto da gridare per avvertire Pulcinella che i nemici sono nascosti e si preparano ad aggredirlo, proprio come succede nella pantomima inglese.

Non esiste un testo scritto, si recita a soggetto e, come nell’antica commedia dell’arte, lo spunto viene solo da uno stringato canovaccio.

A fine spettacolo, un secchiello viene calato dalla finestra del teatrino e i bambini corrono a depositarvi dentro qualche moneta. Fatelo anche voi e, se possibile, siate generosi per aiutare questa tradizione a sopravvivere.

Gli spettacoli si tengono il sabato e la domenica, dalle 10,30 alle 13 e dalle 16 alle 19, durano circa 30 minuti.  Condizioni climatiche permettendo!

Come dice il cartello, fate l’offerta almeno di 1 euro e divertitevi, ma senza tirare sassi.

Hai già portato qui i tuoi bimbi? Cosa aspetti? Puoi prenotare qui il tuo alloggio nella Città Eterna:

https://www.saporedicasa.it

 

 

 

Uno spuntino al Mercato Trionfale

Il mercato Trionfale, con i suoi 273 banchi, è il più grande mercato rionale di Roma e anche tra i più grandi d’Italia.

Fu aperto alla fine dell’800 in viale Giulio Cesare, dove rimase per circa 30 anni, per poi essere trasferito in Via Andrea Doria (vicino ai Musei Vaticani) dove era disponibile un vasto spazio adatto ad ospitare i banchi che a quei tempi venivano smontati ogni giorno a fine lavoro e rimontati la mattina successiva.

Il nuovo posizionamento del mercato era finalizzato a servire un quartiere – il Trionfale – che stava diventando molto popoloso e il mercato stesso permetteva alla popolazione di acquistare prodotti genuini a prezzi contenuti, cosa che continua a fare ancora oggi.

Nel 2009 il vecchio mercato all’aperto è stato sostituito da una struttura completamente nuova, la cui costruzione ha richiesto 3 anni: stessa location, stessi venditori ma in una costruzione moderna di vetro e acciaio, al riparo da pioggia e sole e anche molto più sicura dal punto di vista igienico-sanitario.

Il mercato è organizzato su file parallele di box contraddistinti da colori diversi a seconda della merce in vendita, verde per ortaggi e frutta, blu per il pesce, rosso per la carne. L’offerta di merce è vastissima e viene aggiornata continuamente in base alla moda del momento: così pian piano sono nati banchi con prodotti etnici, spezie di ogni tipo, prodotti Bio e così via.

Ma perché vi sto parlando di questo mercato? La ragione sta nella nascita e nella frequenza sempre maggiore da parte di turisti i quali, oltre a visitare la città per via dei suoi famosi monumenti, trovano interessante a vedere e capire la vita di tutti i giorni dei romani.

Ci sono dei veri tour del mercato organizzati con tanto di guida che conduce i turisti da un banco all’altro, permettendo loro di assaggiare i prodotti in vendita e di conoscere tante prelibatezze tipiche del nostro paese.

Tanti turisti si addentrano nel mercato semplicemente per fare uno spuntino. Con della frutta fresca ma anche con un trancio di pizza, ancora meglio con la tradizionale focaccia romana farcita con la mortadella o con un panino con la porchetta di Ariccia.

La caratteristica che è rimasta immutata nel tempo è l’atteggiamento dei venditori, sempre pronti a fare due chiacchiere e ad offrire consigli al cliente: “ Signò, le puntarelle so già pulite”, vi dirà l’ortolana parlando di questa verdura tipicamente romana, oppure il grido “è vivooo!” del pescivendolo giù in fondo.

Date retta a me: quando vengo qui a fare la spesa, non manco mai di chiedere alla venditrice come cucinare quella cosa che voglio comprare, anche se lo so benissimo. Ma la signora, vedendo un uomo chiedere un consiglio per cucinare, diviene subito partecipe delle mie difficoltà, vere o presunte e vi stupireste di sapere quanti piccoli segreti mi vengono rivelati.

Provare per credere.

Il mercato Trionfale è in Via Andrea Doria 3.

Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 7.00 alle 14.00

Il martedì e il Venerdì dalle 7.00 alle 19.00

Un’ultima notizia: al banco N.95 potete smaltire tutto quello che non vi serve più in termini di abbigliamento, oggetti da cucina e altro ancora: tutto quello che consegnerete verrà selezionato e il compenso vi verrà accreditato su un vostro conto controllabile on line. Potrete procedere all’incasso vero e proprio ogni volte che raggiungerete un credito di 5.00€.

Un piccolo servizio in più.

Sei mai stato a Roma? Cosa aspetti? Organizza il tuo viaggio nella Città Eterna! Per quanto riguarda l’alloggio lo puoi prenotare qui:

https://www.saporedicasa.it

Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo, al pari di tanti altri monumenti di Roma, fu costruito e rimodellato varie volte in epoche diverse.

La sua costruzione ebbe inizio nel 125 d.c. sotto l’imperatore Adriano del quale avrebbe dovuto essere il monumento funebre, ma, nel corso dei secoli, la sua destinazione fu modificata via via da mausoleo imperiale, a fortezza, a prigione fino all’impiego attuale come museo.

Il nome originale di Mole Adriana, venne mutato in Castel Sant’Angelo nel 590, al termine di una pestilenza che colpì la città. Per debellarla fu indetta una processione guidata dallo stesso Papa Gregorio I il quale, in prossimità del castello, ebbe la visone di San Michele Arcangelo che rinfoderava la spada, questo gesto fu interpretato come segnale della fine della pestilenza, come effettivamente avvenne. In ricordo di questo avvenimento miracoloso, il papa fece erigere la statua di San Michele Arcangelo sulla parte più alta del castello che, da quel momento in poi, fu chiamato Castello dell’Angelo, oggi Castel Sant’Angelo.

Nel corso dei secoli seguenti il castello cambiò destinazione d’uso e padrone, ma principalmente venne usato come fortezza per tenere i papi al sicuro dentro le sue mura, cosa che si rivelò provvidenziale durante le invasioni dei barbari che si sono succedute nei secoli e, da ultimo, durante il sacco di Roma del 1526 ad opera dei Lanzichenecchi di Carlo V di Borbone.

Avendo così dimostrata la sua utilità, il castello fu poi sottoposto a importanti opere di consolidamento e di difesa, con l’aggiunta di torrioni e mura merlate.

E’ a questo punto che furono aggiunti gli appartamenti papali, trasformando il castello in una vera reggia con sale affrescate e lussuosi appartamenti per i Papi.

Purtroppo gran parte di queste opere è andata perduta.

Altra funzione che il Castello ebbe è quella di carcere, in particolare per i detenuti politici: qui furono rinchiusi personaggi famosi come Benvenuto Cellini, il conte di Cagliostro e Beatrice Cenci, per citarne solo alcuni.

La visita di Castel Sant’Angelo è davvero interessante, procedendo da un livello all’altro fino alla grande terrazza panoramica dalla quale si vede tutta Roma.

Giacomo Puccini, nella sua opera più famosa, la “Tosca”, ambientò qui il finale, con la protagonista che, appresa la morte del suo amante, il pittore Cavaradossi, si suicida gettandosi nel vuoto.

Non mancate di visitare questo grande monumento.

Non ve ne pentirete!

Castel Sant’Angelo:

Lungotevere Castello 50, 00193 Roma.

Castel Sant’Angelo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30.

Ingresso gratis la prima domenica del mese
Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo rientra nel circuito Roma Pass e Roma & Più Pass. I possessori delle Card devono esibirle in biglietteria per la convalida
I nuovi percorsi museali sono caratterizzati da un’App gratuita scaricabile in 7 lingue, fruibile grazie ad un sistema di beacon e al wi-fi gratuito nel monumento
Il Castello Segreto: visite guidate per gruppi di massimo 15 persone al Passetto di Borgo, alle Olearie, alle Prigioni storiche e alla Stufetta di Clemente VII

BIGLIETTI

Intero    14.00

Ridotto    7.00

Il prezzo del biglietto è soggetto a variazioni in occasione di mostre.

Per ulteriori informazioni puoi consultare il sito ufficiale www.castelsantangelo.com

Hai già organizzato il tuo viaggio a Roma? Puoi prenotare qui il tuo alloggio nella Città Eterna:

https://www.saporedicasa.it

 

La cucina romana

La cucina romana ha radici molto antiche e nasce dalla sapiente inventiva di popoli passati che valorizzavano il famoso “quinto quarto”: dopo che i due quarti posteriori e anteriori erano stati assegnati alle mense degli aristocratici quello che rimaneva andava al macello e poteva essere comprato dai poveri per due soldi. Coda, trippa, guancia e interiora erano ingredienti di scarto ma l’inventiva popolare seppe trasformarli in quelle pietanze che oggi sono conosciute in tutto il mondo come la coda alla vaccinara, i rigatoni con la pajata, la coratella d’abbacchio con i carciofi, gli zampetti. Ancora oggi trovi alcune di queste ricette, magari rivisitate ma sempre attuali. Piatti dai sapori forti ma vale la pena di assaggiarli almeno una volta!

Attenzione però…la vera cucina romana oggi la possiamo incontrare solo in alcune osterie “fuori porta” o in “alcuni” locali di Trastevere che ancora non hanno ceduto alle falsificazioni “turistiche” pittoresche a tutti i costi, dove cucinano in maniera veramente approssimativa quella che viene chiamata la “vera cucina romana”.

Altri piatti tipici hanno nomi che nascondono origini non propriamente romane, ma che oramai i romani considerano proprie come i bucatini all’Amatriciana e i carciofi alla giudia. E ancora rigatoni alla carbonara, alla gricia o cacio e pepe e spaghetti ajo, ojo e peperoncino. Il giovedì rigorosamente gli gnocchi di patate! Conditi con ragù o con spuntatura di maiale o sugo semplice di pomodoro e basilico, sono il piatto dell’allegria! “Ridi, ridi… che mamma ha fatto li gnocchi”!

Tra i piatti di carne trovano trionfo il pollo coi peperoni, alla diavola, alla cacciatora, oltre alle già citate prelibatezze del quinto quarto. E il maiale, di cui è celebre è la porchetta d’Ariccia (località dei Castelli Romani), presente in tutte le feste popolari e laziali. Fiorente da sempre l’allevamento ovino, anche grazie alla vicinanza dell’Abruzzo, per cui non possiamo non ricordare l’abbacchio della campagna romana (termine usato solo qui a indicare l’agnello giovanissimo!) al forno con le patate, a scottadito, alla cacciatora…

Il pecorino romano è il re dei formaggi. Stagionato sulla pasta o più fresco come antipasto o dessert.

Fra le verdure non dimentichiamo i carciofi. Cimaroli o mammole sono molto consumati da novembre ad aprile, cotti in svariati modi, arrivano da Ladispoli e Cerveteri zona di produzione locale non lontano da Roma.

Le fave si consumano il 1° maggio insieme al pecorino.

E poi la cicoria catalogna, il cui cuore ci offre le famose “puntarelle“. Condite con un pesto di olio extravergine di oliva, alici e aglio con un poco di aceto sono uniche!

La lattuga romana credo che la conosciamo tutti e per finire, i pomodori ripieni di riso sono un piatto tipicamente estivo.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa ma voglio concludere con la pizza. La pizza a Roma è tipicamente bassa e croccante. Se la preferisci alta devi chiedere la pizza napoletana, oramai quasi tutte le pizzerie la fanno in entrambe le versioni.

E allora buon appetito e buone vacanze romane!!!

Se non sei mai stato a Roma e ti piace mangiare questa è una buona ragione per visitarla! Cosa aspetti? Prenota qui il tuo allogggio nella Città Eterna.

https://www.saporedicasa.it

 

 

 

L’acqua di Roma è buonissima e gratuita

Sai cosa sono i nasoni? I nasoni, a Roma, sono tipiche fontanelle pubbliche che distribuiscono acqua potabile gratis. Fatte in ghisa e chiamate così per il rubinetto che sembra un lungo naso. L’acqua è corrente, freschissima e gratis. Le trovi un po’ dovunque in centro ma anche in periferia. Ma da dove viene l’acqua che disseta i romani e tutti i turisti che visitano la città?

Roma riceve il 97% dell’acqua potabile dalle sorgenti e il 3% dai pozzi.

L’acqua del rubinetto di Roma è fornita da Acea ed è considerata di altissima qualità.

Il principale acquedotto di Roma è l’’acquedotto del Peschiera-Capore, che convoglia le acque delle sorgenti del fiume Peschiera e delle Capore, in provincia di Rieti. È uno dei più grandi del mondo a trasportare soltanto acqua di sorgente; la sua portata media complessivamente addotta alla città di Roma è di approssimativamente 14 m³/s (14 000 litri/s) e la sua lunghezza totale è di quasi 130 km, il 90% dei quali è sotterraneo. Complessivamente fornisce l’85% dell’acqua consumata a Roma.
L’acqua è clorata e moderatamente dura, ma tipicamente di buon sapore.

Si dice che l’acqua di Roma sia ricca di calcare, e che questo faccia venire i calcoli renali. Ma questa affermazione non è esatta. Il calcare, che si manifesta con sedimenti bianchi nell’acqua, si genera a contatto con tubi ed elettrodomestici. Il calcare non è “puro calcio”. Il carbonato di calcio ha come formula chimica CaCO3, in cui 100 g di carbonato di calcio contengono 40 g di calcio. Puó essere trovato in natura sotto forma di vari tipi di rocce. Le falde acquifere ne contengono sotto forma di sali disciolti, ed è presente nella comune acqua corrente. Questo può dare problemi nelle tubature legati alla corrosione dei metalli, ma erroneamente molti associano la presenza di calcare a cattivo odore (odore che può essere invece legato alla presenza di piccole tracce di cloro), o pensano che possa dare luogo a calcoli renali.

 Queste sono in realtà false credenze. Infatti numerosi studi scientifici dimostrano come la presenza di calcio e magnesio nell’acqua che beviamo abbia effetti benefici per l’organismo.

E allora porta con te la tua borraccia o bottiglietta d’acqua e riempila ai “nasoni”. Ne guadagnerà la tua salute e anche l’ambiente. Le bottiglie d’acqua che compri nei chioschi e nei locali vicino alle maggiori attrazioni turistiche costano care e quindi ne guadagnerà ancora di più il tuo portafoglio.

Sei mai stato a Roma? E allora cosa aspetti a organizzare il tuo viaggio? Puoi prenotare il tuo alloggio qui:
https://www.saporedicasa.it

 

 

 

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Nel periodo estivo del 2016 la media giornaliera era di 27.000 visitatori giornalieri per un totale di circa 6.000.000 milioni di ingressi nell’arco dell’anno. E la media continua ad aumentare.

Fuori dall’ingresso, mettiti l’anima in pace, la coda di turisti che aspetta di entrare è sempre molto lunga. Pensa che nei periodi di maggiore affluenza scorre lungo le mura e a volte arriva fino a Piazza San Pietro.

C’è naturalmente la possibilità di acquistare il biglietto salta coda sia online (meglio sul sito ufficiale Musei Vaticani) sia sul posto. Ma cosa c’è di tanto bello dentro questi musei? Cosa si aspetta di vedere il turista che arriva dall’altra parte del mondo?

Quando si parla di Musei Vaticani, dunque, non si deve pensare al classico museo, sede di opere d’arte di vario genere, è troppo riduttivo e non fa giustizia nè alla strabiliante varietà di opere d’ogni genere conservate nei suoi molteplici ambienti, né ai cinque secoli di storia moderna e storia dell’arte che l’hanno ampliata, trasformata, rielaborata e rinnovata fino ai giorni nostri, rendendola il faro di cultura e l’esperienza unica che l’intero mondo ci invidia.

Elencare tutti i tesori raccolti dai papi nel corso dei secoli è quasi impossibile e comunque non è possibile farlo in poche righe. Ma basta nominare la Cappella Sistina e possiamo immaginare cosa ci aspetta.

Ci vorrebbe un libro per elencare tutto quello che c’è in questi musei ma vedere le cose più importanti ti dà un’idea del tesoro custodito fra queste mura. Il percorso è guidato e passi attraverso le diverse stanze e corridoi. La Pinacoteca, la Loggia di Raffaello, le Stanze di Raffaello, la Scala del Bramante (si può entrare qui solo con visite guidate), la Galleria delle Carte Geografiche, il Cortile Ottagono e il Laocoonte. E poi arrivi nella Cappella Sistina di Michelangelo… puoi averla vista mille volte sui libri, in qualche documentario in televisione, in qualche video su YouTube ma quando sei qui l’emozione di trovarti davanti a tanta bellezza non si può raccontare…stare con il naso all’insù per guardare i dettagli del Giudizio Universale, gli affreschi sulle pareti laterali realizzati da grandi maestri come Ghirlandaio, Perugino e Botticelli. Peccato che non sia possibile starci a lungo perché la Cappella Sistina va condivisa con centinaia di altre persone, allo stesso momento e quasi tutte di fretta. Ah, una volta usciti dalla Cappella Sistina non si può più tornare indietro e niente foto!  Si ammira una volta sola e basta.

L’uscita dei Musei Vaticani, come anche l’entrata, si trova su Viale Vaticano.

L’uscita è un grandioso portale del 1932 con lo stemma di Papa Pio XI fiancheggiato dalle statue di Raffaello e Michelangelo. Era questa la vecchia entrata, si arrivava al vecchio scalone elicoidale dal quale iniziava la visita ai musei. Oggi si entra da un altro portone e si sale per una nuova scala elicoidale.

Sono sicura che questi musei ti lasceranno a bocca aperta…li hai mai visitati? Non ti rimane che organizzare il tuo viaggio a Roma! Puoi prenotare qui il tuo alloggio nella Città Eterna:

https://www.saporedicasa.it

 

La Cupola di San Pietro

 

Il Cupolone, per i romani, Er Cuppolone…

Inscindibile dalla sottostante Basilica di San Pietro è, insieme al Colosseo, il simbolo della Città Eterna, conosciuto in tutto il mondo e visitata da circa 6.000.000 di turisti ogni anno.

Tra le più grandi coperture in muratura mai erette e, aggiunta alla basilica stessa, porta l’altezza complessiva fin oltre i 130 metri di altezza e una larghezza interna di ben 42 metri.

Si erge esattamente al di sopra del transetto della Basilica dove si trova l’altare maggiore e il baldacchino in bronzo del Bernini e, pur essendo frutto di progetti di vari architetti, la sua struttura venne modificata solo parzialmente nel tempo, sia per motivi tecnici legati al peso e alla staticità, sia per motivi estetici.

Il progetto iniziale del Bramante fu seguito fino alla costruzione del tamburo cinto da una serie di colonne gemelle e successivamente rinforzato con un sistema di catene. Costruito col travertino delle cave di Fiano Romano, su di esso poggia la cupola vera e propria.

E’ a questo punto che subentrò Michelangelo, a seguito della morte del Bramante, e delineò la cupola secondo la curvatura di un arco a tutto sesto. Questa appariva in tal modo troppo panciuta ed è grazie a Giacomo Della Porta, succeduto nella direzione dei lavori a Michelangelo, che la curvatura venne allungata, donando grazia maggiore alla vista finale, così come la vediamo oggi.

La cupola ha una struttura a doppia calotta, praticamente 2 cupole una dentro l’altra, quella interna ha uno spessore di 2 metri, quella esterna, rivestita in piombo, spessa circa 1 metro. Tra le due, si snoda una ripida scala che consente la salita fino alla sommità. Salire a piedi questa scaletta che si inclina seguendo la curvatura della cupola, sarà certo un po’ faticoso, ma la vista che si gode dal terrazzo che circonda la lanterna, ricompenserà i visitatori con una vista mozzafiato sull’intera Città del Vaticano da un lato e su Roma dall’altro. Si arriva in cima salendo 536 scalini (biglietto 8€). Se pensi di non farcela puoi fare i primi 200 con l’ascensore (biglietto 10€).

Un’ultima chicca consiste nell’entrare all’interno della cupola attraverso una porticina posta sulla terrazza del loggiato, dove arriva l’ascensore. Qui un ballatoio largo solo 1 metro, corre tutt’attorno alla base della cupola stessa, permettendo la vista dell’interno della basilica da un’altezza di quasi 40 metri: sotto di voi il baldacchino del Bernini, i marmi dei pavimenti e il transetto: indimenticabili!

La Cupola di San Pietro è solo una delle tante meraviglie che puoi visitare a Città del Vaticano. Senza contare i monumenti, palazzi, fontane, strade, piazze, parchi che ci sono a Roma…..

Ti è venuta un pò di voglia di visitare questa città? Non ti rimane che decidere quando, per quanto riguarda l’alloggio puoi prenotarlo qui:

https://www.saporedicasa.it